A fine dicembre Blog.lgc Pratiche di Evasione ha organizzato a Terni il workshop sul disegno digitale Una musica può fare tenuto da Martina Lorusso, in arte Momusso.

Il workshop è stato un vero successo e siamo felici di averlo ospitato su IAPPA!

Martina è riuscita ad unire (e a raccontare) due delle sue passioni più grandi, in pieno stile IAPPA! Le abbiamo fatto qualche domanda che vogliamo condividere con voi, buona lettura!

IAPPA: Perché un incontro che unisce musica e illustrazione?

MARTINA: La musica e l’illustrazione mi hanno aiutata a tirar fuori quello che provavo, che avevo dentro, nel più profondo e remoto angolo di me stessa. Sono stati un’ancora di salvezza. Sono riuscita a disegnare le mie paure, i miei sogni e in questo modo sono riuscita a comporre piano piano, illustrazione dopo illustrazione, canzone dopo canzone anche me stessa. Il disegno è il primo approccio che i bambini hanno per decodificare la realtà, renderla propria e imparare. La musica riesce a toccare le corde più sensibili. Riesce a far riemergere un ricordo, una situazione, una persona. Riesce a catapultarci altrove senza prepotenza. Ascoltare musica mi aiuta a catalogare i pensieri. La musica riesce a suscitare in me delle emozioni e sensazioni che riverso su fogli bianchi. Credo molto nel dover assecondare noi stessi non solo quando siamo felici. Tutto ciò che ci segna per sempre spesso è un momento difficile. I famosi “tormenti” che ci portiamo dentro. Bene, proprio quelli se riusciamo a dargli voce riescono anche a diventare motore, motivazione per migliorarci sempre. La musica, l’illustrazione sono il ritmo di ciò che siamo.

I: Come è nata in te la passione per l’illustrazione?

M: Ero a lezione e iniziai a disegnare robe senza alcun senso. Decisi che nel tragitto università casa avrei comprato un quadernino e un trattopen. Passavo notti insonni a disegnare qualsiasi cosa mi passasse per la mente. Era uno sfogo, un ritaglio di tempo che dedicavo ai miei pensieri. Mi mancava molto una persona o semplicemente avevo il bisogno di ritrovarmi vicina.

I: E come ha incontrato quella della musica?

M: Papà in macchina, nelle lunghe gite domenicali, faceva girare le cassette di Lucio Dalla, Venditti e molti altri. Adesso che ci penso casa era sempre piena di musica quando ero piccola.

I: Qual è la cosa più assurda che hai disegnato?

M: Non si dice! 😉

I: Oggi grazie a molte mobile app, grazie ad internet e a molti strumenti tecnologici a disposizione, sembra che chiunque abbia un telefono in mano, possa improvvisarsi grafico o illustratore. C’è qualcosa che fa la differenza? Cosa?

M: La storia che racconti. Se è tua è preziosa. Condividerla con molta gente potrebbe risultare privo di senso. In realtà è una grande responsabilità. Devi raccontare qualcosa di tuo, aprirti e questo implica uscire allo scoperto, c’è il pericolo che non tutto possa essere compreso.

Penso che se qualcuno ha qualcosa da dire e lo vuole fare con la grafica o l’illustrazione o la fotografia è un meraviglioso racconto di noi.

I: Qual è il maestro che ti ha insegnato qualcosa di veramente importante per la tua vita?

M: Quello con Carlo Rambaldi, padre di E.T., è stato uno degli incontri più emozionanti e significativi per me. Ero molto piccola ma ogni volta che lo incontravo rimanevo incantata dai suoi racconti, il modo con il quale parlava di E.T. e di ciò che rappresentava per lui. Credo abbia influenzato il modo magico di vedere le cose.

I: E cos’è che ti piacerebbe imparare?

M: Mi piacerebbe imparare animazione.

Grazie a Martina per aver risposto alle nostre domande e a Blob.lgc per aver organizzato questo bellissimo incontro!

Per ognuno dei tre giorni di workshop Martina ha preparato delle playlist apposite che potete trovare qui:

Infine ecco alcuni dei lavori realizzati durante l’incontro. Grazie a tutti e alla prossima!